Un po’ di storia

Un po’ di storia

La storia di Ceky inizia negli anni ’30 del XX secolo grazie a Francesco Metelli: il suo soprannome era, appunto, Cechi. All’inizio i forni del marchio erano prodotti in modo artigianale, ed erano destinati in modo particolare alla preparazione del pane: gli acquirenti erano soprattutto i proprietari e gli inquilini delle cascine del Bresciano. Ai tempi i metodi di costruzione obbligavano i costruttori a realizzare i forni direttamente sul posto: insomma, ci si recava di casa in casa, o di cascina in cascina, costruendo i prodotti in loco. Con il passare degli anni, poi, i forni di Metelli cambiarono: l’evoluzione della tecnologia costruttiva determinò delle variazioni sia dal punto di vista dei materiali che dal punto di vista delle proporzioni.

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Così, la reputazione di Metelli a mano a mano si estese al di là del territorio bresciano, raggiungendo tutto il nord Italia, grazie alla qualità dei forni che produceva. E non solo: con il tempo i suoi prodotti arrivarono persino al sud e nei territori in cui la pizza era una tradizione locale, come Napoli o Sorrento.

La Forni Ceky, ad ogni modo, vide la luce formalmente solo intorno alla metà degli anni ’80 del Novecento, con l’ingresso in azienda di Ugo Dall’Olio, il genero di Francesco, che portava con sé l’esperienza maturata nella gestione di imprese industriali: così, il processo produttivo venne progressivamente modificato con l’obiettivo di contenere i tempi di costruzione dei forni. Si giunse, dunque, alla realizzazione del primo forno artigianale componibile realizzato in mattoni refrattari. Il metodo introdotto faceva sì che il processo di produzione potesse essere separato da quello di installazione: di conseguenza la capacità produttiva dell’azienda aumentò in maniera esponenziale. E i risultati si possono notare ancora oggi, con Ceky che è leader nel settore, anche grazie alla rivoluzione del bruciatore a gas in camera di cottura.